lunedì 12 ottobre 2009

L’inizio del nuovo anno accademico presenta uno scenario già preoccupante...

L’anno scorso abbiamo protestato contro la riforma Gelmini di cui oggi si vedono le disastrose conseguenze in tutte le Università: all’Orientale i danni della riforma sono ancora più evidenti.
Infatti nel nostro ateneo c’è stata la soppressione di un’intera Facoltà, quella di Studi Arabo-islamici (unica nel suo genere in Italia), e il taglio di numerosi corsi di laurea nelle restanti tre facoltà: solo a Lingue da 5 corsi di laurea a 2 per la triennale e da 8 a 3 per la specialistica.
In più il Ministero dell’Università ha anche introdotto un’importante novità per l’assegnazione dei fondi alle Università: una parte, ossia il 7 % del totale, viene assegnata in base a dei parametri di “valutazione della qualità”. Di conseguenza il ministero ha stilato una classifica per l’assegnazione di questi fondi alle Università “virtuose” sulla base della capacità di intercettare i fondi europei, di autofinanziarsi, di conseguire importanti risultati nella ricerca e della percentuale degli studenti che trovano lavoro entro due anni: il risultato è che quasi tutte le Università del Sud (dove il mercato del lavoro è praticamente immobile) sono state “bocciate”. In particolare per quanto riguarda l’Orientale questi standard di valutazione non tengono conto delle caratteristiche specifiche del nostro Ateneo (cha ha una storica vocazione nella mediazione linguistica e culturale).
L’azione del Governo sull’istruzione coincide in più con il montare nel paese di un clima di razzismo e intolleranza. In questo clima fatto di politici di vari partiti che invocano a gran voce la necessità delle ronde e di respingere i diversi, clandestini e non, hanno vita facile (e copertura politica) alcuni gruppi razzisti e violenti. Già l’anno scorso militanti di CasaPound, organizzazione dichiaratamente fascista, hanno tentato di ritagliarsi uno spazio all’interno del grande movimento studentesco che ha attraversato le scuole e le università: l’hanno però fatto con i soliti mezzi violenti che gli sono consoni, aggredendo con caschi e bastoni gli studenti che manifestavano a Piazza Navona sotto il Senato contro la Gelmini. Qualcosa del genere è accaduto anche a Napoli: hanno presidiato l’ingresso della Facoltà di Giurisprudenza armati di mazze e coltelli impedendo l’ingresso agli studenti di ritorno da una manifestazione. E stanno riprovando a ritagliarsi uno spazio politico in città: un mese fa hanno occupato uno stabile a Materdei con l’intento di promuovere “attività sociali”.
La prima delle loro attività è stata quella che temevamo: un vile pestaggio 6 contro 1 nei confronti di uno studente del Margherita di Savoia attivo nel movimento studentesco.
Di fronte a questa situazione pensiamo che l’unico modo per cambiare le cose sia il promuovere la partecipazione e le riflessioni sulle tematiche attuali, a cominciare da quelli dell’antifascismo e della memoria storica della lotta di liberazione e dalle tematiche legate all’Università e alla formazione.

Giovedì 15 ottobre ore 14:00
Proiezione del documentario "Fuori dalle Fogne"
A seguire dibattito sull'antifascismo e la repressione

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