domenica 15 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
RIPRENDIAMOCI I NOSTRI TEMPI E I NOSTRI SPAZI!
Le riforme che stanno coinvolgendo il mondo della formazione media ed universitaria negli ultimi anni ci hanno consegnato un'Università che lascia sempre meno spazi agli studenti per la scelta della modalità e dei tempi del proprio percorso di studi.
Ritmi serrati, quantificazione in numeri (crediti formativi) del tempo di apprendimento a discapito della qualità della formazione, mancanza di spazi diversi da quelli della didattica, in cui potersi confrontare, rappresentano il volto della (futura?) Università che i “nostri” ministri stanno disegnando.
In concreto a che ci riferiamo?
Il nostro Ateneo, in particolare la Facoltà di Lingue, è lo specchio di tutto ciò che di negativo queste riforme stanno attuando.
Un esempio tangibile è dato dalla pretesa, seppur non sempre palese, da parte dei docenti, della frequenza obbligatoria ai corsi, che può diventare un elemento discriminante: ne conseguono programmi più lunghi e, in casi estremi, la non ammissione a certi esami... Si pensi anche allo scarso numero di appelli e alla “fantasiosa” pianificazione delle sedute d'esame (spesso si verificano accavallamenti e incoerenze nell'organizzazione).
Ciò che insomma ci viene consegnato è un'Università di scarsa qualità e con tempi di laurea che si allungano sempre di più.
La questione appelli
Non è un caso che, partendo da queste premesse, mercoledì 21 ottobre gli studenti e le studentesse di Lingue hanno interrotto il Consiglio di Facoltà per comunicare il proprio disagio, facendo le seguenti richieste:
1) appelli scritti per gli esami di lingua nelle sessioni straordinarie (dicembre e marzo), accessibili a tutti;2) possibilità di sostenere tutti gli esami in tutti gli appelli (giugno-luglio; settembre-ottobre), di modo che la bocciatura non sia discriminatoria per sostenere l’esame nell’appello successivo della stessa sessione;3) possibilità si sostenere gli esami di lingua di diversi livelli nella stessa sessione, se maturata la frequenza; in merito si invita a prestare attenzione alla distribuzione degli appelli che spesso si sovrappongono.
LA LOTTA E’ SOLO ALL'INIZIO!
PER DECIDERE INSIEME COME PROSEGUIRE QUESTO PERCORSO
GIOVedI’ 19 Novembre – dalle h 12
PRANZO SOCIALE E ASSEMBLEA PUBBLICA
Cortile Palazzo S.M. Porta Coeli (Orientale - Via Duomo)
Aula Occupata R1
Studenti e Studentesse dell'Orientale
Ritmi serrati, quantificazione in numeri (crediti formativi) del tempo di apprendimento a discapito della qualità della formazione, mancanza di spazi diversi da quelli della didattica, in cui potersi confrontare, rappresentano il volto della (futura?) Università che i “nostri” ministri stanno disegnando.
In concreto a che ci riferiamo?
Il nostro Ateneo, in particolare la Facoltà di Lingue, è lo specchio di tutto ciò che di negativo queste riforme stanno attuando.
Un esempio tangibile è dato dalla pretesa, seppur non sempre palese, da parte dei docenti, della frequenza obbligatoria ai corsi, che può diventare un elemento discriminante: ne conseguono programmi più lunghi e, in casi estremi, la non ammissione a certi esami... Si pensi anche allo scarso numero di appelli e alla “fantasiosa” pianificazione delle sedute d'esame (spesso si verificano accavallamenti e incoerenze nell'organizzazione).
Ciò che insomma ci viene consegnato è un'Università di scarsa qualità e con tempi di laurea che si allungano sempre di più.
La questione appelli
Non è un caso che, partendo da queste premesse, mercoledì 21 ottobre gli studenti e le studentesse di Lingue hanno interrotto il Consiglio di Facoltà per comunicare il proprio disagio, facendo le seguenti richieste:
1) appelli scritti per gli esami di lingua nelle sessioni straordinarie (dicembre e marzo), accessibili a tutti;2) possibilità di sostenere tutti gli esami in tutti gli appelli (giugno-luglio; settembre-ottobre), di modo che la bocciatura non sia discriminatoria per sostenere l’esame nell’appello successivo della stessa sessione;3) possibilità si sostenere gli esami di lingua di diversi livelli nella stessa sessione, se maturata la frequenza; in merito si invita a prestare attenzione alla distribuzione degli appelli che spesso si sovrappongono.
LA LOTTA E’ SOLO ALL'INIZIO!
PER DECIDERE INSIEME COME PROSEGUIRE QUESTO PERCORSO
GIOVedI’ 19 Novembre – dalle h 12
PRANZO SOCIALE E ASSEMBLEA PUBBLICA
Cortile Palazzo S.M. Porta Coeli (Orientale - Via Duomo)
Aula Occupata R1
Studenti e Studentesse dell'Orientale
mercoledì 11 novembre 2009
Quasi due mesi fa il gruppo neofascista "Casa Pound" ha occupato uno stabile nelcentro storico di Napoli (quartiere Materdei).
Subito c'è stata una risposta daparte del movimento antifascista napoletano, che ha contrastato con cortei,iniziative culturali, produzione di materiale controinformativo, chi vorrebbefare della terza città italiana il nuovo laboratorio della politiche classiste,razziste, omofobe e securitarie.
Il dossier che ora vi presentiamo è parte integrante di questa mobilitazione;vuole essere allo stesso tempo un'arma, una denuncia, uno strumento percomprendere cos'è Casa Pound, qual è la sua strategia, quali sono i suoisupporti nelle istituzioni, chi sono, cosa fanno e a cosa servono i "fascistidel terzo millennio"...Rispondere a queste domande vuol dire infatti avere più chiaro il fenomeno,metterlo in relazione con chi governa, rintracciarne le continuità con gli annidello stragismo di stato e con gli ambienti della camorra, provando quindi acombatterlo con più efficacia, smontandone le strategie comunicative,scoprendone le intenzioni, cercando così di sensibilizzare studenti, lavoratori,cittadini...
Per quanto parziale e in costante aggiornamento, per quanto legato al momento eal territorio napoletano, questo lavoro isola alcuni elementi generalizzabilisul piano nazionale. Anche per questo chiediamo a tutti, di dargli la massimadiffusione e di scambiare con noi qualsiasi riflessione che possa servire amigliorare sia l'analisi che le pratiche di lotta del movimento.Invitiamo quindi tutti a contribuire con info e commenti, a diffondere il file,a scaricarlo e stamparlo, a pubblicarlo su blog e siti, a farlo girare sufacebook e mailing list...
Ora e sempre, Resistenza!il dossier è scaricabile qui:
lunedì 9 novembre 2009
Com'è misera la vita negli abusi di potere: dalle sentenze sul G8 all'assassinio di Stefano Cucchi

Crescita della violenza e dell'autoritarismo negli apparati dello Stato, militarizzazione della vita sociale
Intervengono:
- Haidi Giuliani
- Silvia Baraldini
In videoconferenza:
- Fabio Anselmo (avvocato della famiglia di Stefano Cucchi)
- Patrizia Moretti (madre di Federico Aldovrandi ucciso dalla polizia il 25 settembre 2005)
- Salvatore Palidda (docente ed analista dell'evoluzione delle politiche securitarie)
Mercoledì 11 Novembre
ore 17
Aula Matteo Ripa - Palazzo Giusso
- Univ. OrientaleLargo S.G.M. Pignatelli
- Napoli
Verità e giustizia per Stefano, per Federico, per Gabriele, per Carlo...!
Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo
venerdì 30 ottobre 2009
giovedì 22 ottobre 2009
Documento per la richiesta di appelli
All’attenzione del Consiglio di Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
Gli studenti dell’Università Orientale, a fronte delle difficoltà riscontrate durante il loro percorso universitario, al fine di salvaguardare il proprio diritto allo studio, chiedono che vengano accolte le seguenti richieste:
1) appelli scritti per gli esami di lingua nelle sessioni straordinarie (dicembre e marzo), accessibili a tutti;
2) possibilità di sostenere tutti gli esami in tutti gli appelli (giugno-luglio; settembre-ottobre), di modo che la bocciatura non sia discriminatoria per sostenere l’esame nell’appello successivo della stessa sessione;
3) possibilità si sostenere gli esami di lingua di diversi livelli nella stessa sessione, se maturata la frequenza; in merito si invita a prestare attenzione alla distribuzione degli appelli che spesso si sovrappongono.
Napoli, 21 Ottobre 2009
Studenti e Studentesse Dell’Orientale
Gli studenti dell’Università Orientale, a fronte delle difficoltà riscontrate durante il loro percorso universitario, al fine di salvaguardare il proprio diritto allo studio, chiedono che vengano accolte le seguenti richieste:
1) appelli scritti per gli esami di lingua nelle sessioni straordinarie (dicembre e marzo), accessibili a tutti;
2) possibilità di sostenere tutti gli esami in tutti gli appelli (giugno-luglio; settembre-ottobre), di modo che la bocciatura non sia discriminatoria per sostenere l’esame nell’appello successivo della stessa sessione;
3) possibilità si sostenere gli esami di lingua di diversi livelli nella stessa sessione, se maturata la frequenza; in merito si invita a prestare attenzione alla distribuzione degli appelli che spesso si sovrappongono.
Napoli, 21 Ottobre 2009
Studenti e Studentesse Dell’Orientale
martedì 20 ottobre 2009
la risposta degli studenti agli "intellettuali" napoletani
CasaPound e la cultura del dialogo
CasaPound e la cultura del dialogo
L’occupazione di un edificio di proprietà del Comune di Napoli da parte di alcuni militanti dell’associazione CasaPound nella nostra città ha aperto un enorme dibattito tra vari intellettuali ed editorialisti, con scambi di battute anche abbastanza pesanti, sull’opportunità o meno del dialogo tra gruppi politici opposti. Per chiarezza però, per analizzare questa questione, è meglio partire dall’inizio: nella notte del 12 settembre questo gruppo di ragazzi, che si definiscono, senza troppi giri di parole, “fascisti del terzo millennio”, ha occupato un monastero abbandonato nel quartiere Materdei. Dietro la loro faccia da “bravi ragazzi”, scolpita dalla stampa cittadina, di ragazzi che vogliono offrire servizi sociali ai cittadini, si nasconde la realtà dei fatti: l’associazione in questione non è esattamente la Caritas, ma un gruppo di persone che non esitano ad usare la violenza contro ragazzi indifesi, come successo a Piazza Navona l’anno scorso in occasione di una manifestazione studentesca, o a picchiare selvaggiamente, in 6 contro 1, un ragazzo di 17 anni la settimana scorsa fuori la sua scuola, il Margherita di Savoia, dove aveva organizzato un seminario con un vecchio partigiano napoletano dell’ANPI.
Fatta la premessa necessaria, va chiarito il quadro del dibattito. Quelli che chiameremo buonisti o superficiali sono tutti coloro che hanno scritto articoli su articoli di elogio dei “ragazzi del convento occupato” che restituiscono alla città uno stabile abbandonato dal Comune. I buonisti, con apprezzabile spirito giornalistico, hanno dimenticato o omesso una presentazione del gruppo politico di cui fanno parte gli occupanti dell’edificio. In contemporanea, un gruppo di editorialisti dalla penna facile non ha esitato a definire Erri De Luca “il notaio della rivoluzione”, un “perbenista rivoluzionario”, quando non un “nostalgico degli anni di piombo”. L’unica colpa dello scrittore napoletano è quella di aver semplicemente ribadito un concetto semplice, verrebbe da dire quasi banale, se non fosse a molti di così difficile comprensione: ossia quello che un gruppo fascista, razzista e violento non può avere spazi né cittadinanza; non può essere di conseguenza assegnatario di uno spazio comunale, di uno spazio pubblico, perché è contrario ai principi dello stare insieme sui quali si basa il nostro paese.Il dibattito si è poi spostato su un altro piano, al quale i nostri editorialisti sono tanto affezionati: al confronto tra presunti “opposti estremismi”, che, come hanno detto, se guardati da vicino non sono poi tanto diversi come dicono di essere. Dunque, dicono, visto che siamo in presenza di gente che, dopotutto, non è così diversa, mettiamoci tutti attorno allo stesso tavolo e discutiamo, dialoghiamo, forse non diciamo cose del tutto opposte! Il nostro sindaco (immobile per i fragili equilibri politici che tengono in piedi la sua giunta), a quanto pare, ha pensato che non sia un’idea da disprezzare, che le parole del maestro di strada Marco Rossi Doria, che consigliava ai ragazzi di CasaPound di andare a far visita al ragazzo al quale hanno rotto una costola in un agguato per chiarire i loro intenti in città, fossero la vera svolta di tutta questa vicenda…
Bene, in questa storia c’è qualcosa che non è ben chiaro forse. In questa vicenda non esiste nessun “opposto estremismo”, “CasaPound VS centri sociali”: esiste semplicemente un gruppetto fascista e violento, di non più di 15 persone (appoggiati per utilità da una parte del centro-destra che prova a contare in città e spezzare l’opposizione sociale), che ha occupato uno spazio del Comune al quale un pezzo consistente di città si è opposto. Qui nessuno vuole di nuovo violenza e terrore in questa città, nessuno rimpiange gli anni di piombo: di violenze e di ghettizzazioni, di deportazioni e di pogrom ne abbiamo già vissuti abbastanza, e non ne vogliamo di nuovi. Conveniamo con i vari editorialisti che hanno preso la parola su questo tema su una sola cosa: l’importanza del dialogo. Pensiamo infatti che sia una pratica importante per promuovere la discussione tra persone che hanno idee contrapposte. Diciamo qualcosa di più: è centrale ancor di più in una società complessa come la nostra, fatta, anche se a qualcuno questo non va proprio giù, di differenze culturali ed etniche, sessuali e religiose, che non vorremmo mai ridotte ad un “unicum” di riferimento, magari (ma non necessariamente) bianco e produttivo, cattolico ed eterosessuale. Piuttosto, pensiamo che la diversità sia un valore in una società davvero libera ed antitotalitaria, pensiamo che una società multietnica e multiculturale sia la prospettiva per la nostra città e per l’Italia. Ma, intendiamoci: non è pensabile per noi promuovere il dialogo con questi personaggi, perché non abbiamo nulla da dire a chi considera Hitler un rivoluzionario e Mussolini il più grande statista del secolo. Forse Rossi Doria & co. dimenticano che questi personaggi considerano il 25 aprile lutto nazionale: per noi invece è una data fondamentale (oltretutto ancora festa nazionale) che ricorda la liberazione del nostro paese dell’invasore nazista e la caduta del regime fascista collaborazionista.
C’è un’altra cosa che condividiamo con i superficiali autori degli editoriali, ossia la preoccupazione per il nuovo clima che si respira in città e nel paese, ma la nostra è una preoccupazione diversa: è la stessa che ha individuato anche la stampa straniera, in particolare lo spagnolo “El País”, che ha parlato di “risveglio del fascismo in Italia” (Reportaje “El fascismo despierta en Italia” Miguel Mora 04/10/2009, El País semanal), vedendo l’impunità nella quale operano oggi, con la complicità del governo, gruppi razzisti e neofascisti, citando esplicitamente CasaPound.
Ebbene si, correremo il rischio di apparire chiusi e settari, ma non vogliamo stare allo stesso tavolo a discutere con gli autori di pestaggi e intimidazioni, con chi si rivendica il ventennio fascista, per sdrammatizzare ricorderemo che Mussolini avrà pure migliorato la puntualità dei treni (ma per quello bastava farlo capo delle ferrovie, come ci ricorda Massimo Troisi in un suo film), ma, è meglio tenerlo sempre a mente, ha portato ad una tremenda dittatura totalitaria il nostro paese, che ha significato soffocamento di ogni dissenso e morte per centinaia di migliaia di ebrei ed oppositori politici: il periodo più buio della nostra storia che non vogliamo torni mai più!
- l'intervista a Erri de Luca su Repubblica del 30 settembre http://napoli.repubblica.it/dettaglio/casapound-il-rione-si-ribelli-e-mandi-via-quei-ragazzi/1734740
- la risposta a Erri de Luca da parte di Adolfo Scotto di Luzio dal Corriere del Mezzogiorno del 1 ottobre http://www.napolionline.org/new/il-notaio-della-rivoluzione
- la risposta a Erri de Luca da parte di Marco Rossi Doria su Repubblica del 2 ottobre http://www.napolionline.org/new/quel-dialogo-necessario-con-i-ragazzi-di-ezra
- risposta a Marco Rossi Doria da parte del professor Giuseppe Aragno su Repubblica del 7 ottobre http://www.napolionline.org/new/ma-il-canto-di-ezra-non-cancella-il-male/comment-page-1
- l'articolo di Marco Rossi Doria su Repubblica del 9 ottobre http://www.napolionline.org/new/centri-sociali-il-sindaco-abbia-il-ruolo-di-mediatore
- seconda risposta a Marco Rossi Doria da parte del professor Giuseppe Aragno sul Manifesto del 15 ottobre http://giuseppearagno.wordpress.com/2009/10/12/il-dialogo-colpito-a-tradimento/
- l'intervista a Erri de Luca su Repubblica del 30 settembre http://napoli.repubblica.it/dettaglio/casapound-il-rione-si-ribelli-e-mandi-via-quei-ragazzi/1734740
- la risposta a Erri de Luca da parte di Adolfo Scotto di Luzio dal Corriere del Mezzogiorno del 1 ottobre http://www.napolionline.org/new/il-notaio-della-rivoluzione
- la risposta a Erri de Luca da parte di Marco Rossi Doria su Repubblica del 2 ottobre http://www.napolionline.org/new/quel-dialogo-necessario-con-i-ragazzi-di-ezra
- risposta a Marco Rossi Doria da parte del professor Giuseppe Aragno su Repubblica del 7 ottobre http://www.napolionline.org/new/ma-il-canto-di-ezra-non-cancella-il-male/comment-page-1
- l'articolo di Marco Rossi Doria su Repubblica del 9 ottobre http://www.napolionline.org/new/centri-sociali-il-sindaco-abbia-il-ruolo-di-mediatore
- seconda risposta a Marco Rossi Doria da parte del professor Giuseppe Aragno sul Manifesto del 15 ottobre http://giuseppearagno.wordpress.com/2009/10/12/il-dialogo-colpito-a-tradimento/
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