sabato 9 gennaio 2010
mercoledì 2 dicembre 2009
Sgomberate ex Schipa e Casapound!
Questa mattina all'alba, con 9 blindati e la celere in assetto antisommossa, è stata sgomberata la Ex-Schipa occupata di via Salvator Rosa. 40 persone, tra attivisti e nuclei familiari che li vivevano, sono state sorprese nella notte e sono uscite dopo una trattativa di 30 minuti. Deportate in questura, sono state denunciate per "invasione e occupazione di edificio" mentre in fretta e furia si provvedeva a murare l'ingresso della Schipa e con esso tanti sogni e progetti in cantiere che sono solo rimandati...
Contemporaneamente, veniva sgomberata Casapound a Materdei. 4 i fascisti usciti dall'ex monastero e che sono stati fermati. E i numeri sono un'ulteriore prova, se fosse necessaria, che l'occupazione di Materdei per nulla rispondeva a un bisogno sociale ed era solo una speculazione politica di estrema destra. Oppure lo sgomebero era stato precedentemente concordato...
Gli Schifone, i Taglialatela, i Santoro, rappresentanti istituzionali di una destra che quando le fa comodo sostiene di fare abiura del fascismo, dovrebbero spiegarci se l'appoggio e il sostegno concreto e continuo a un'organizzazione che per statuto si propone di "innovare e rinverdire l'eredità del fascismo" è semplicemente nostalgia per il loro passato di "camerati" o altro...
Noi non accettiamo in nessun modo questa equiparazione, da parte dei media e degli organi istituzionali, tra chi riconduce le proprie pratiche ad una tradizione di esperienze di occupazione e di autogestione a scopo sociale (che comprende non solo i centri sociali, ma gli occupanti casa, i movimenti dei disoccupati) e un gruppetto di persone che punta a insediarsi a Napoli in strutture pubbliche e riprodurre quelle pratiche fasciste, xenofobe, sessiste e razziste di cui si sono resi protagonisti in tutta Italia! Con modalità squadriste e agguati che, purtroppo, già abbiamo imparato a conoscere...
Non ci fermeremo! I nostri progetti nel quartiere Materdei e a Salvator Rosa andranno avanti. Il bisogno di casa e socialità represso con lo sgombero della ex-Schipa troverà presto nuovi luoghi di espressione...
Riporteremo in piazza i nostri contenuti antifascisti e la nostra critica dura alle istituzioni il 12 dicembre, anniversario della strage di piazza Fontana e simbolo della violenza dello Stato e dei legami con i gruppi neo-fascisti!
Facciamo appello affinchè Napoli scenda ancora una volta per le strade a difesa della propria storia e del proprio futuro! Nessuno spazio ai fascisti e ai razzisti nella nostra città.
foto e video degli sgomberi su la Repubblica
ore 15> presidio sotto il Comune di Napoli contro lo sgombero della ex-Schipa e l'equiparazione di fascisti e antifascisti! comunicato stampa
Un centinaio di persone autoconvocate oggi pomeriggio si è radunato verso le 16 sotto il Comune di Napoli per contestare lo sgombero di stamattina della ex-scuola Schipa, esperienza socio-abitativa e antirazzista in via Salvator Rosa. All'iniziativa oltre agli occupanti della Schipa e a un folto gruppo di attivisti e studenti hanno partecipato anche gli operatori sociali e gli insegnanti che avevano messo a punto il doposcuola interculturale per i ragazzi del territorio che sarebbe partito proprio in settimana!
Lo striscione del presidio era "Contro lo sgombero della ex-Schipa, occupata contro il razzismo e il neo-fascismo". Il presidio infatti contesta al Comune di Napoli il teorema di equiparazione per cui oggi è stata sgomberata l'esperienza nella scuola abbandonata per "bilanciare" lo sgombero del gruppo di neofascisti che si era insediato a Materdei. "E' come - ha affermato Chiara una delle insegnanti - se si equiparasse in un corso scolastico gli insegnamenti sull'integrazione e la multiculturalità con l'istigazione alla xenofobia e al razzismo! In una scuola farebbe scandalo, perchè questa equiparazione deve avvenire rispetto all'uso di uno spazio pubblico abbandonato!?".
Ora la scuola rischia di tornare al vecchio progetto di semplice ammortizzatore delle casse dissestate del Comune di Napoli, con il concreto rischio di finire in mani private (quelle delle Banche) tramite interfaccia pubblico. Ma i bisogni e i sogni repressi questa mattina alla scuola Schipa con corollario di 35 denunce e sgombero di sei nuclei familiari (fra gli altri) troveranno presto nuovi luoghi di espressione... E i progetti di lavoro sociale su Materdei e sull'area di Salvator Rosa non saranno abbandonati!
Contestato anche il consigliere comunale L. Schifone, che malgrado Fiuggi, continua a sostenere esperienze neofasciste come autodichiaratamente è Casapound.
Il presidio si è trasformato a un certo punto in blocco stradale in piazza Municipio esprimendo la rabbia per quanto subito e chiedendo alle istituzioni locali di uscire dall'ambiguità.
Infine si è sciolto dando appuntamento alla manifestazione che venerdi mattina dalle ore 10 partirà da Materdei per recarsi in Prefettura e presentare una piattaforma contro la repressione e l'autoritarismo e la mobilitazione della rete per sabato 12 dicembre, anniversario simbolo della strage di stato e delle trame nere in Italia.
Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo
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12 dicembre,
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casapound
domenica 15 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
RIPRENDIAMOCI I NOSTRI TEMPI E I NOSTRI SPAZI!
Le riforme che stanno coinvolgendo il mondo della formazione media ed universitaria negli ultimi anni ci hanno consegnato un'Università che lascia sempre meno spazi agli studenti per la scelta della modalità e dei tempi del proprio percorso di studi.
Ritmi serrati, quantificazione in numeri (crediti formativi) del tempo di apprendimento a discapito della qualità della formazione, mancanza di spazi diversi da quelli della didattica, in cui potersi confrontare, rappresentano il volto della (futura?) Università che i “nostri” ministri stanno disegnando.
In concreto a che ci riferiamo?
Il nostro Ateneo, in particolare la Facoltà di Lingue, è lo specchio di tutto ciò che di negativo queste riforme stanno attuando.
Un esempio tangibile è dato dalla pretesa, seppur non sempre palese, da parte dei docenti, della frequenza obbligatoria ai corsi, che può diventare un elemento discriminante: ne conseguono programmi più lunghi e, in casi estremi, la non ammissione a certi esami... Si pensi anche allo scarso numero di appelli e alla “fantasiosa” pianificazione delle sedute d'esame (spesso si verificano accavallamenti e incoerenze nell'organizzazione).
Ciò che insomma ci viene consegnato è un'Università di scarsa qualità e con tempi di laurea che si allungano sempre di più.
La questione appelli
Non è un caso che, partendo da queste premesse, mercoledì 21 ottobre gli studenti e le studentesse di Lingue hanno interrotto il Consiglio di Facoltà per comunicare il proprio disagio, facendo le seguenti richieste:
1) appelli scritti per gli esami di lingua nelle sessioni straordinarie (dicembre e marzo), accessibili a tutti;2) possibilità di sostenere tutti gli esami in tutti gli appelli (giugno-luglio; settembre-ottobre), di modo che la bocciatura non sia discriminatoria per sostenere l’esame nell’appello successivo della stessa sessione;3) possibilità si sostenere gli esami di lingua di diversi livelli nella stessa sessione, se maturata la frequenza; in merito si invita a prestare attenzione alla distribuzione degli appelli che spesso si sovrappongono.
LA LOTTA E’ SOLO ALL'INIZIO!
PER DECIDERE INSIEME COME PROSEGUIRE QUESTO PERCORSO
GIOVedI’ 19 Novembre – dalle h 12
PRANZO SOCIALE E ASSEMBLEA PUBBLICA
Cortile Palazzo S.M. Porta Coeli (Orientale - Via Duomo)
Aula Occupata R1
Studenti e Studentesse dell'Orientale
Ritmi serrati, quantificazione in numeri (crediti formativi) del tempo di apprendimento a discapito della qualità della formazione, mancanza di spazi diversi da quelli della didattica, in cui potersi confrontare, rappresentano il volto della (futura?) Università che i “nostri” ministri stanno disegnando.
In concreto a che ci riferiamo?
Il nostro Ateneo, in particolare la Facoltà di Lingue, è lo specchio di tutto ciò che di negativo queste riforme stanno attuando.
Un esempio tangibile è dato dalla pretesa, seppur non sempre palese, da parte dei docenti, della frequenza obbligatoria ai corsi, che può diventare un elemento discriminante: ne conseguono programmi più lunghi e, in casi estremi, la non ammissione a certi esami... Si pensi anche allo scarso numero di appelli e alla “fantasiosa” pianificazione delle sedute d'esame (spesso si verificano accavallamenti e incoerenze nell'organizzazione).
Ciò che insomma ci viene consegnato è un'Università di scarsa qualità e con tempi di laurea che si allungano sempre di più.
La questione appelli
Non è un caso che, partendo da queste premesse, mercoledì 21 ottobre gli studenti e le studentesse di Lingue hanno interrotto il Consiglio di Facoltà per comunicare il proprio disagio, facendo le seguenti richieste:
1) appelli scritti per gli esami di lingua nelle sessioni straordinarie (dicembre e marzo), accessibili a tutti;2) possibilità di sostenere tutti gli esami in tutti gli appelli (giugno-luglio; settembre-ottobre), di modo che la bocciatura non sia discriminatoria per sostenere l’esame nell’appello successivo della stessa sessione;3) possibilità si sostenere gli esami di lingua di diversi livelli nella stessa sessione, se maturata la frequenza; in merito si invita a prestare attenzione alla distribuzione degli appelli che spesso si sovrappongono.
LA LOTTA E’ SOLO ALL'INIZIO!
PER DECIDERE INSIEME COME PROSEGUIRE QUESTO PERCORSO
GIOVedI’ 19 Novembre – dalle h 12
PRANZO SOCIALE E ASSEMBLEA PUBBLICA
Cortile Palazzo S.M. Porta Coeli (Orientale - Via Duomo)
Aula Occupata R1
Studenti e Studentesse dell'Orientale
mercoledì 11 novembre 2009
Quasi due mesi fa il gruppo neofascista "Casa Pound" ha occupato uno stabile nelcentro storico di Napoli (quartiere Materdei).
Subito c'è stata una risposta daparte del movimento antifascista napoletano, che ha contrastato con cortei,iniziative culturali, produzione di materiale controinformativo, chi vorrebbefare della terza città italiana il nuovo laboratorio della politiche classiste,razziste, omofobe e securitarie.
Il dossier che ora vi presentiamo è parte integrante di questa mobilitazione;vuole essere allo stesso tempo un'arma, una denuncia, uno strumento percomprendere cos'è Casa Pound, qual è la sua strategia, quali sono i suoisupporti nelle istituzioni, chi sono, cosa fanno e a cosa servono i "fascistidel terzo millennio"...Rispondere a queste domande vuol dire infatti avere più chiaro il fenomeno,metterlo in relazione con chi governa, rintracciarne le continuità con gli annidello stragismo di stato e con gli ambienti della camorra, provando quindi acombatterlo con più efficacia, smontandone le strategie comunicative,scoprendone le intenzioni, cercando così di sensibilizzare studenti, lavoratori,cittadini...
Per quanto parziale e in costante aggiornamento, per quanto legato al momento eal territorio napoletano, questo lavoro isola alcuni elementi generalizzabilisul piano nazionale. Anche per questo chiediamo a tutti, di dargli la massimadiffusione e di scambiare con noi qualsiasi riflessione che possa servire amigliorare sia l'analisi che le pratiche di lotta del movimento.Invitiamo quindi tutti a contribuire con info e commenti, a diffondere il file,a scaricarlo e stamparlo, a pubblicarlo su blog e siti, a farlo girare sufacebook e mailing list...
Ora e sempre, Resistenza!il dossier è scaricabile qui:
lunedì 9 novembre 2009
Com'è misera la vita negli abusi di potere: dalle sentenze sul G8 all'assassinio di Stefano Cucchi

Crescita della violenza e dell'autoritarismo negli apparati dello Stato, militarizzazione della vita sociale
Intervengono:
- Haidi Giuliani
- Silvia Baraldini
In videoconferenza:
- Fabio Anselmo (avvocato della famiglia di Stefano Cucchi)
- Patrizia Moretti (madre di Federico Aldovrandi ucciso dalla polizia il 25 settembre 2005)
- Salvatore Palidda (docente ed analista dell'evoluzione delle politiche securitarie)
Mercoledì 11 Novembre
ore 17
Aula Matteo Ripa - Palazzo Giusso
- Univ. OrientaleLargo S.G.M. Pignatelli
- Napoli
Verità e giustizia per Stefano, per Federico, per Gabriele, per Carlo...!
Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo
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